La scuola, vero volano per una cultura della sicurezza sul lavoro.

Da sempre in Italia mostriamo un certo interesse sul problema della sicurezza sul lavoro, sulla necessità di far acquisire ai lavoratori la giusta cultura e mentalità e sul bisogno di fare formazione. A tali dichiarazioni non sempre fanno seguito azioni efficaci .

Al di là dei provvedimenti normativi specifici e degli adempimenti ad essi connessi, migliorare, propagare e attuare una cultura della prevenzione e della sicurezza rimane fino ad oggi una sfida che coinvolge soggetti diversi, interessati in egual misura, alla valorizzazione del “capitale umano” quale principale risorsa per la concretizzazione di un processo positivo e continuo di perfezionamento della qualità della vita.

Tutto ciò si basa, sostanzialmente, sul concetto che l’educazione alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, non è solo una semplice trasmissione di saperi e di conoscenze, né tanto meno un obbligo di regole e di norme,  ma è soprattutto un procedimento ininterrotto di apprendimento, di trasformazione e di sviluppo delle qualità cognitive, relazionali e comunicative che guida l’individuo nel proprio percorso di crescita per la durata dell’intera vita e che ha come scopo l’acquisizione di “modus -operandi” coscienti e responsabili, in armonia con i primari princìpi del rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente.

Da questa prospettiva, dunque, il problema della sicurezza nel mondo del lavoro non può essere affrontato iniziando a parlarne solo al termine del percorso scolastico di un individuo. Per fare un vero miglioramento è indispensabile introdurre la “sicurezza” nei programmi didattici, a partire sin dai primi anni di scuola; solo così le future generazioni potranno arrivare sul luogo di lavoro con la giusta consapevolezza e cultura e si potrà ottenere, quale risultato derivato, anche una riduzione degli infortuni durante gli anni scolastici e successivamente nell’ambiente di lavoro.

D’altro canto, la scuola ha in primo luogo la responsabilità diretta di garantire la sicurezza degli studenti nell’ambito dell’istruzione, in particolare nella formazione professionale e tecnica che può presentare rischi specifici, e la responsabilità indiretta di preparare gli studenti alla vita futura, aiutandoli a sviluppare, nel corso della carriera scolastica, un maggior senso di responsabilità nei riguardi della sicurezza propria e altrui (MIUR 2009).

La cultura della prevenzione e della sicurezza, collegata ai princìpi basilari del rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, si fonda sostanzialmente sulla conoscenza e sull’accertamento dei rischi esistenti negli ambienti di vita e di lavoro e sulla capacità di un soggetto di gestire tali rischi. In altre parole potremmo affermare che è l’insieme di tutti i valori tipici dell’essere umano che, a loro volta, provengono dal rispetto di principi ancestrali, cui segue la scelta di precisi comportamenti indirizzati verso obiettivi di sicurezza. Significa, contribuire alla formazione equilibrata del cittadino prima ancora che diventi un lavoratore o datore di lavoro, cosciente dei propri doveri con se stesso, con gli altri e con l’ambiente. Orbene in un sistema di istruzione – formazione designato a favorire la crescita e la valorizzazione della persona e ad educare ai principi fondamentali della convivenza civile, la cultura della prevenzione è elemento indispensabile per consentire ad un individuo di poter partecipare responsabilmente al vivere sociale e civile.

Se non la Scuola, quale luogo potrebbe considerarsi privilegiato per promuovere valori e bisogni educativi, punto di forza e di svolta da cui partire per inculcare nei bambini, ragazzi e nei giovani poi, una cultura della prevenzione dei rischi che li accompagni lungo tutto l’arco della vita?

“Fare scuola” per la prevenzione e la sicurezza significa educare ad evitare il rischio e a superare il disagio, guidando i soggetti in formazione ad elaborare atteggiamenti preventivi, di risorse positive da trasferire da un ambiente operativo ad un altro, da un campo di apprendimento ad un altro. In tema di prevenzione e sicurezza, dunque di capacità di governare i rischi, non esiste netta separazione tra comportamenti individuali negli ambienti di lavoro e comportamenti assunti nella vita quotidiana: la prevenzione riguarda ugualmente tutti gli ambiti di vita e di lavoro, è prevenzione degli eccessi e dei difetti, dei comportamenti sbagliati che possono costituire condizioni di pericolo e di rischio. Pertanto, il legame di percorsi didattici deve tener conto dell’acquisizione di conoscenze riguardanti regole e norme per la sicurezza, ma soprattutto mira allo sviluppo di motivazione e consapevolezza nell’assunzione di uno stile di vita a tutela dei rischi possibili.

L’inserimento di percorsi per la prevenzione e la sicurezza in un Piano dell’Offerta Formativa ammette la formazione specifica e la valorizzazione delle professionalità degli operatori scolastici: rivestire la mansione di responsabile dell’effettuazione di interventi per la diffusione della cultura della prevenzione significa saper veicolare contenuti, comportamenti, valori incisivi nell’azione di ogni operatore dell’Organizzazione Scuola nell’ottica di servizio efficace all’utenza. L’ambiente scolastico, rappresenta dunque, il luogo ideale nel quale strutturare, articolare e approfondire la cultura della sicurezza affinché nelle nuove generazioni questo concetto venga radicato e diventi stile di vita.

Ma siamo ancora molto lontani da questo modello di scuola!  Ci limitiamo a raccontare che ancora oggi in Italia si muore di lavoro!!!!