IL DECRETO DIGNITA’ AL BANCO DI PROVA

 

In data 11 agosto il Parlamento ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 96/2018 del 9 agosto, di conversione con modifiche del Decreto Dignità Dl 87/2018; il provvedimento è entrato in vigore il 12 agosto 2018.

Dopo il doppio passaggio fra Camera e Senato la Legge di conversione aveva apportato molte modifiche al testo del Decreto-Legge 87 del 12 luglio, senza tuttavia stravolgere il provvedimento iniziale.
Abbastanza rilevanti sono le novità apportante in materia di lavoro che vanno dalla modifica della disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato, alla somministrazione di lavoro e fino al risarcimento in caso di licenziamento illegittimo.

Sono state apportate modifiche anche in altri settori come quello fiscale, dei giochi e dello sport dilettantistico.
Infatti il pacchetto di provvedimenti emendala materia fiscale con ritocchi al redditometro, lo slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio e lo stop allo split payment solo per i professionisti.
Le aziende che hanno ricevuto aiuti pubblici e delocalizzano all’estero la loro attività entro 5
anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata, saranno obbligate a restituire il contributo ricevuto con un interesse del 5%.

In materia di lavoro le modifiche più rilevanti apportate in sede di conversione de d.l.81/2018,
riguardano principalmente il bonus assunzioni under 35 fino al 2020, la disciplina dei voucher nel settore turismo e agricoltura, il periodo transitorio per l’applicazione delle nuove regole sul contratto a tempo determinato, l’aumento dell’indennità di licenziamento, il tetto del 30% di contratti a termine rispetto a quelli a tempo indeterminato, la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, senza causali se si superano i 12 mesi, il contratto di somministrazione.

In particolare, le norme sui contratti a termine, che tante polemiche hanno suscitato, si applicheranno a partire dal 1° novembre, prevedendo e fissando, pertanto, sia un periodo transitorio sino al 31 ottobre entro il quale per i rinnovi e le proroghe si continueranno ad usare le vecchie regole sia le sanzioni da applicare in caso di proroghe oltre i 12 mesi senza causale.

L’entrata in vigore delle norme contenute nel decreto n.81/2018, recante in rubrica “disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese”, e nella successiva legge di conversione n.96/2018, ha determinato non solo una dialettica politica molto aspra ma ha anche generato una notevole aspettativa per le ricadute nel mondo del lavoro e nelle relazioni sindacali.

La complessità e l’articolazione della norma finale necessita di un periodo di metabolizzazione del mondo del lavoro ma necessita anche di una sua più approfondita conoscenza al fine soprattutto di evitare l’insorgere di controversie da definirsi sempre apud judicem.

Ufficio stampa Conapi